Valle Dell’Orco 2010

E’ passato qualche giorno da che siamo in valle e abbiamo appena iniziato a conoscere la roccia e ad apprezzarne l’ambiente. Al mattino ci alziamo e facciamo colazione guardando le pareti che incombono sulla tenda e cercando con lo sguardo le linee più famose.

C’e’ un clima diverso tra gli arrampicatori qui in valle…un ritmo ed un modo di andare su roccia che non conoscevo. Sento la calma quando mi sveglio. Manca quella sensazione di fretta e di stretto che si ha nelle sveglie all’alba per le pareti dolomitiche. E non ne sento la mancanza! Le linee infatti non sono lunghe e le discese in doppia sulla via.

Nei giorni scorsi, però, abbiamo imparato che si tratta di itinerari impegnativi, specie per noi così poco abituati ad incastri ed aderenza, che richiedono tecnica e testa.

Oggi puntiamo al Nautilus, è nel settore destro della parete del Sergent, appena sopra al campeggio. Aperta nel 1982 la linea è logica ed elegante ed è conosciuta per il profondissimo camino che caratterizza la prima parte (e incute un doveroso timore).

Se usate la guida rock paradise potete tranquillamente lasciarla in tenda e procedere a caso, sarà più semplice trovare sia il settore che la via…

Vi sarà però utile sapere che la parete è divisa in due parti da una cengia mediana molto grande (tanto che per raggiungere la seconda parte della via si cammina per un centinaio di metri) e che dal sentiero di approccio non si riesce mai a vedere la parte alta della parete.

L’arrampicata è bella, incastri di dita in fessure ruvide e nette, bei diedri, tratti in placca fortunatamente non estremi, anche qualche incastro di pugno e di mano. Strano prendere confidenza con questo stile di scalata.

In doppia siamo di nuovo sulla cengia. Recuperiamo lo zaino dal cespuglio e mettiamo via il materiale. Corde e imbraghi sotto, i moschettoni attaccati ad un cordino, i friends per ultimi, “Il casco è meglio tenerlo, siamo ancora sotto alla par… Ehm..” ci guardiamo, ridiamo. Più che sotto la parete siamo ancora in cengia!

Ah già, dimenticavo.. è una delle vie più facili della valle raggiungendo “solo” il VI (qui lo chiamano 5c), poco più nella variante. Come tipico della valle le soste sono tutte attrezzate a spit e per la calata ma la via ha molti pochi chiodi (ma tante fessure!). Friends e nuts sembrano entrari da soli nella roccia ?

Anche solo passeggiando alla  base delle pareti del Sergent si respira la storia del Nuovo Mattino: non mi era mai capitato di toccare con mano (ad un metro da terra!!!) vie che hanno fatto la storia dell’arrampicata Trad come la Fessura della Disperazione!

Qui ci si riconcilia con l’arte di arrampicare, fine a se stessa, per il solo divertimento. Il grado perde il significato che ormai ha assunto nell’immaginario collettivo, così come la chiodatura. Il clima e’ semplice, gli arrampicatori di tutte le età e nazionalità sono accampati tra fornelli materassini e friends. Si vedono facce stanche ma sorridenti, pare proprio che ognuno sia qui per ingaggiarsi in una propria personale sfida al granito, serenamente, senza prestazioni.

Vale, Checco, Dani, Ettore

Per dormire ottime il campeggio al laghetto delle trote, subito usciti dalla galleria a dx nel paese di Ceresole Reale.

valle dell'oroc.JPG

Valle Dell’Orco 2010ultima modifica: 2011-04-26T23:18:00+02:00da bloodysandi
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